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Borsa dell’energia elettrica, perché è in aumento?

Nella nostra rubrica “L’energia che informa” rispondiamo alle domande e perplessità che ci vengono poste sul mercato dell’energia. Oggi vogliamo affrontare un tema molto sentito: l’aumento del prezzo in Borsa dell’energia. Perché è arrivato alle stelle? Quali sono i fattori da prendere in considerazione? Scopriamolo insieme.

Prezzo dell’energia in Borsa, mai stato così alto

In più di 15 anni di vita della borsa elettrica italiana non si è mai registrato, come sta avvenendo in questi ultimi mesi del 2021, un aumento così marcato del prezzo all’ingrosso della materia energia (comunemente detto PUN, cioè Prezzo Unico Nazionale). Ma cos’è la Borsa elettrica italiana? Entrata in funzione nel 2004 tramite il decreto legislativo n.79/99, la Borsa elettrica italiana, detta anche IPEX, è la sede in cui fornitori e produttori di energia elettrica attuano la compravendita all’ingrosso di questa importante materia prima, garantendo così un mercato trasparente e concorrenziale.

Dal 2004 in poi, quindi, il PUN è sempre stato altalenante, ma ora ha davvero raggiunto cifre da record, arrivando a toccare di recente punte di più di 15 €cent/kWh. Legato a questo aumento c’è in primo luogo l’incremento del costo del gas naturale (di recente sul mercato italiano pari a 54,40 €cent/Smc medi in acquisto), con cui funzionano le centrali termiche per produrre energia elettrica. In secondo luogo preoccupano i livelli di stoccaggio delle riserve di gas naturale in Europa, attualmente pari al 50%. Con questa percentuale non è possibile sapere se tali riserve arriveranno al livello massimo di riempimento in tempo per la stagione più fredda, dove ovviamente c’è più richiesta da parte degli utenti finali.

Entra poi in gioco un’altra tensione internazionale sulla partenza del nuovo gasdotto Nord Stream 2 che collega Russia e Germania. Poiché Stati Uniti e Ucraina hanno previsto sanzioni per la società collaudatrice del gasdotto, solo una rapida mediazione fra le parti interessate – USA, Russia e Ucraina – è la possibile soluzione e, una volta raggiunto l’accordo, potrebbero esserci lievi diminuzioni sul prezzo del gas.

I prezzi energetici italiani sono influenzati anche dalla forte impennata del costo della CO2, la quale non appare come un fenomeno transitorio (il rischio è che alla lunga diventi sistemico). Difficile dire, a oggi, come contenerne i prezzi, anche perché questo è un problema di livello europeo, non solo italiano. Ad aggiungere benzina sul fuoco ci ha pensato infine la poca produzione di energia green riscontrata negli ultimi mesi fra eolico e idroelettrico. Proprio per questa carenza di generazione, i nuovi impianti di produzione di corrente saranno per la maggior parte fotovoltaici, così da compensare l’insufficienza delle altre due fonti e far risollevare il settore delle rinnovabili.

Per avere maggiori informazioni a riguardo o chiarire con noi se le offerte che potrebbero farti altri venditori siano chiare o nascondano costi aggiuntivi, puoi sempre venire a trovarci in uno dei nostri punti vendita, oppure chiamare il numero verde 800 295 960.

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